
Se state cercando un modo rapido, efficace e probabilmente irreversibile per porre fine a decennali amicizie, Drive Together è il cavallo di Troia che fa per voi. Il concetto alla base di questo titolo è di una semplicità diabolica: un’unica auto, diversi piloti e una coordinazione che, puntualmente, rasenta lo zero. Sulla carta, Drive Together si presenta come un gioco di guida cooperativo in cui ogni giocatore controlla una parte differente dello stesso veicolo. In realtà, è un esperimento sociale di resistenza psicologica che vi porterà più vicini a lanciare il vostro pc fuori dalla finestra di quanto qualsiasi sessione di terapia di coppia potrebbe mai fare. Dovrete comunicare e coordinarvi per completare percorsi tortuosi insieme ai vostri “amici”, ma la realtà è che vi ritroverete a urlarvi contro mentre la vostra auto decide di sfidare le leggi della gravità senza preavviso. È un’esperienza di rage baiting allo stato puro, dove la collaborazione non è un’opzione, ma un miraggio lontano.
L’estetica del disastro e la morte del coordinamento
Il fulcro dell’esperienza risiede nella gestione frammentata dei comandi: ogni giocatore è responsabile di una singola funzione dell’auto, rendendo anche le manovre più elementari un incubo di precisione millimetrica. Teoricamente, la comunicazione dovrebbe essere l’abilità più importante per mantenere l’auto in equilibrio, gestire la velocità o affrontare rampe sospese. Nella pratica, Drive Together trasforma persone civili in navigatori infuriati che imprecano perché qualcuno non distingue la destra dalla sinistra durante una retromarcia. Il gioco promette che anche il più piccolo errore può far uscire di pista l’intera squadra, e su questo non mente affatto: è un susseguirsi di cadute nel vuoto, urla su Discord così forti da essere sentite attraverso le pareti e un generale senso di perdita della speranza nell’umanità.
È incredibilmente frustrante notare come il gioco sia capace di provocare un mal di testa istantaneo a causa della confusione generata. Ci siamo ritrovati spesso a saltare per aria senza motivo, lanciati a velocità assurde mentre cercavamo semplicemente di capire chi dovesse frenare. Se l’obiettivo era creare un clone di “Chained Together” ma su quattro ruote, l’obiettivo è stato centrato, ma a un prezzo carissimo per la stabilità mentale dei giocatori. Non c’è nulla di peggio che sentirsi dire che non si sta facendo il proprio lavoro quando si sta premendo furiosamente l’unico tasto assegnato, mentre l’auto viene calpestata dalle leggi fisiche del gioco.
Una fisica creativa che ignora Newton
Se le dinamiche di gruppo non fossero sufficienti a farvi esplodere il fegato, ci pensano i glitch a dare il colpo di grazia. La gestione tecnica di Drive Together è, ad oggi, un cantiere aperto nel bel mezzo di un terremoto. Abbiamo assistito a macchine catapultate nell’iperspazio mentre cercavamo solo di mantenere il controllo dello sterzo, un’esperienza che ruba la voglia di guidare anche al pilota più paziente. Le collisioni sono approssimative e i bug abbondano, rendendo il gioco una sorta di lotteria russa digitale dove la posta in gioco è la vostra sanità mentale. Particolarmente irritante è la gestione di alcune superfici girevoli, totalmente prive di attrito, che impediscono all’auto di girare seguendo il movimento della piattaforma, portando a lanci casuali in direzioni imprevedibili.
In particolare, nel secondo livello, la sezione dei ventilatori sembra essere programmata con la logica del caos puro, risultando spesso rotta o impossibile da navigare senza incappare in errori tecnici grossolani. È un peccato, perché l’idea di base ha un potenziale immenso, ma nello stato attuale, il titolo sembra essere stato rilasciato con troppa fretta. Sarete spesso alla mercé di un motore fisico che ha deciso di scioperare. Vedere la propria auto decollare a velocità assurde senza una ragione apparente trasforma la sfida in una farsa, rendendo difficile consigliare l’acquisto fino a quando non verrà implementata una patch correttiva massiccia.

Dopamina intermittente e rimborso facile
Drive Together offre due modalità principali: Parkour (per 1-4 giocatori) e Gara (fino a 8 giocatori), promettendo una varietà di mappe, personaggi e veicoli. È vero, quando tutto funziona, specialmente in quattro, si avverte una scarica di dopamina notevole, merito anche di un’atmosfera e di una colonna sonora che sanno come coinvolgere il giocatore. I percorsi sono teoricamente divertenti e ogni mappa gode di tracce audio dedicate che ne esaltano il ritmo. Tuttavia, la gioia dura poco quando ci si scontra con l’esiguità dei contenuti: pagare quattro euro per due soli livelli, di cui uno completabile in mezz’ora e l’altro tecnicamente instabile, è una pillola difficile da mandare giù, tanto da spingere molti verso la via del rimborso.
Sebbene sia ammirevole l’impegno di un team indipendente e si percepisca l’amore per il concetto di gioco, la realizzazione tecnica attuale non rende giustizia all’idea. Drive Together è un gioco ricoperto da uno strato di bug così spesso da oscurarne la brillantezza. È un’esperienza che meriterebbe una chance solo per vedere quanto è profondo il baratro della vostra pazienza, ma al momento resta un titolo “preparatevi al peggio” nel senso meno lusinghiero del termine. Per queste ragioni, il nostro giudizio è severo ma giusto.
