Ci sono giochi che ti conquistano subito, altri che ti respingono senza pietà e poi ci sono quelli che galleggiano in un limbo fatto di buone intenzioni e risultati mediocri. Folly of the Wizards si infila proprio lì, in quella terra di nessuno. A prima vista sembra promettente: la grafica richiama Hollow Knight con le sue linee eleganti e i toni cupi, la mappa a stanze rimanda immediatamente a Binding of Isaac. Due nomi pesanti come punti di riferimento, due mondi che già basterebbero a incuriosire. Il problema è che, una volta premuto “nuova partita”, la curiosità si trasforma rapidamente in rassegnazione. Perché sì, è carino da vedere, ma giocarlo è tutta un’altra storia.

Magie potenti, mira da ubriaco

L’idea di fondo non è malvagia: inizi con attacchi ridicoli e, collezionando pergamene, puoi lanciare magie elementali. Non solo fuoco e ghiaccio, ma anche combinazioni che dovrebbero dare un senso di progressione. In più ci sono reliquie e tomi che vanno dal bizzarro al surreale: un attimo stai sparando laser continui, quello dopo ti ritrovi a lanciare coni gelato come se fossi in un luna park. Sulla carta sembra divertente, peccato che la mira sembri progettata da qualcuno con le mani unte di kebab. I colpi sono piccoli, lenti, spesso finiscono nel vuoto, mentre i nemici ti sparano addosso senza pietà. I boss poi fanno il resto: attacchi rapidi, pattern punitivi e la sensazione costante che il gioco ti stia prendendo in giro. Non la sfida intelligente di un roguelike ben bilanciato, ma una punizione gratuita.

Oggetti incomprensibili e scelte punitive

Come se non bastasse, il sistema di oggetti è gestito nel peggior modo possibile. Ogni volta che raccogli qualcosa, non hai idea se ti stai portando a casa un potenziamento utile o un malus camuffato. Potresti scoprire di aver buttato via un’arma fortissima per un oggetto che non fa assolutamente nulla, o peggio ancora, che ti danneggia senza alcuna possibilità di rimediare. E la cosa più irritante è che anche dopo averlo usato, a volte non capisci cosa stia facendo davvero. In un roguelike la scoperta dovrebbe stimolare la curiosità, qui sembra più un gioco della tombola con i numeri sbagliati.

NPC, affinità e déjà-vu costante

La componente narrativa prova a emergere con gli NPC sparsi nelle stanze. Puoi parlarci, scegliere risposte diverse, costruire o rovinare il legame con loro. Sulla carta è una bella idea, in pratica significa ripetere le stesse due frasi a ogni run, finché l’entusiasmo non lascia spazio a un gigantesco sbadiglio. Anche qui si percepisce la volontà di aggiungere profondità, ma il risultato è l’ennesima meccanica che non ingrana. Tutto questo si inserisce in una struttura che copia di peso Binding of Isaac: stanze di combattimento, stanze negozio, stanze degli oggetti. Nulla di sbagliato, ma nulla di nuovo. E senza un tocco di personalità, anche la grafica piacevole non basta a mascherare la noia.

Un incantesimo che non funziona

Folly of the Wizards non è un brutto gioco, ma non è nemmeno un buon roguelike. Sta nel mezzo, e nel mercato indie di oggi stare nel mezzo equivale a sparire. È bello da vedere, semplice da capire e mai davvero opprimente, ma le sue debolezze, ovvero combattimenti imprecisi, oggetti poco chiari e NPC inutili, pesano troppo. È un’avventura che ti spinge a pensare “magari con un paio di patch diventa meglio”, ma nel frattempo hai già disinstallato e dimenticato tutto. Un incantesimo che non esplode, ma che si spegne in fretta, lasciandoti solo con la sensazione di aver perso tempo.