Un viaggio ipnotico nell’oscurità, dentro la mente malata di un pittore dannato

Layers of Fear è partorito dal Bloober Team, una software house polacca che si è distinta per i suoi titoli fuori dagli schemi, basati su storie di follia e disagio.

Parto dal presupposto che questo gioco l’ho trovato quasi per caso, mentre “rovistavo” nel negozio di Steam alla ricerca di un titolo che mi facesse rivivere l’inquietudine ormai persa nei ricordi, come fece Silent Hill su PS1. Quel gioco, tra le altre cose, mi fece veramente cagare sotto. Non tanto per l’horror in sé, ma per quel senso di soffocamento psicologico e ansia crescente che solo certi titoli riescono a trasmettere.

Ecco, Layers of Fear è un vero e proprio percorso psicologico. Una sorta di ipnosi videoludica, dove il terapista ti accompagna per mano, lentamente, stratificando velo su velo a colpi di pennello il passato, la paura e l’angoscia del protagonista.

Passo dopo passo, il giocatore si immedesima sempre di più. Ci si infila nei panni del pittore e si entra nella sua testa, dove narratore e protagonista si fondono in un unico pensiero malato.

Design dell’incubo

Le ambientazioni ricreano stati d’animo. Corridoi che richiamano i sintomi della depressione. Stanze da girare in loop che ricordano la psicosi e le ossessioni.

Layers of Fear disturba, ma affascina. E lo si gioca tutto d’un fiato: si manda giù come una medicina amara, ma necessaria.
Da artista, ho apprezzato tutto il lavoro di design, sia della casa che dell’incubo. Tutto è perfettamente bilanciato. Tutto è scandito con cura. Non annoia mai, non ha momenti morti. Ti incuriosisce, ti stuzzica e ti accoglie nell’abisso della mente umana.

Il giudizio finale

Graficamente, nulla da dire. Ma sarebbe stato un titolo meraviglioso comunque, perché ciò che conta è sempre il viaggio per arrivare alla verità, alla soluzione… e forse alla salvezza.
O forse no?

DA GIOCARE ASSOLUTAMENTE.

N.B. Chi è facilmente suggestionabile o sta attraversando un momento particolare della propria vita, magari in terapia, dovrebbe avvicinarsi a questo titolo con cautela, e chiedendo il parere di un esperto.