Ah! Che bella l’estate: le vacanze, la spiaggia, il mare, le immersioni, quella sensazione serpeggiante di inquietudine perché ti senti osservato e non da uno squalo… Una favola! L’acqua ha sempre esercitato un grosso fascino sull’essere umano, sia in positivo che in negativo, e ha fatto nascere un oceano di storie, dalle avventure agli orrori. Anche i videogiochi sono influenzati da questo sentimento di meraviglia e paura e il parco degli indie è ricco di titoli che lo hanno inglobato: eccone alcuni che ti intrigheranno, ma forse tenendoti un po’ sulle spine.
ABZÛ

Gli sviluppatori dal nome a tema, Giant Squid, avevano le idee chiare: volevano un’avventura acquatica che permettesse l’esplorazione delle meraviglie sottomarine. Hanno cominciato dal titolo, richiamando un concetto degli antichi sumeri che meglio non poteva dichiarare l’obiettivo di questo gioco: la parola AB, ovvero l’acqua, si unisce a ZÛ, che significa profondo, ma anche conoscere, e meglio non può descrivere quello che il gioco è. Sei un sub che si immerge nell’oceano, colorato e pieno di meraviglie, che è ricco di ambienti mozzafiato e pieno di creature con cui nuotare e creare connessioni. Sei libero di nuotare e agire come preferisci e osservare come la flora e la fauna marina interagiscono con te e fra di loro, senza trovarti mai in pericoli diretti. L’esplorazione è così calma che quasi sembra uno di quei video di rumori bianchi da usare per meditare o dormire, se non fosse per l’ansia dell’ignoto che ti circonda. Consigliato se ti piacciono le immersioni ma hai paura di farlo nella vita reale.
Barotrauma

Benvenuti su Europa, il satellite di Giove, su cui l’umanità è andata a insediarsi in un non precisato futuro. Anche se, in realtà, “su cui” è in senso lato, perché la superficie è ghiacciata e si può vivere solo andando sotto nelle profondità del suo oceano. E anche “benvenuti” è in senso lato, perché non è così semplice vivere qui e sopravvivere, ma non ci facciamo scoraggiare. Ti puoi godere questo rilassantissimo simulatore di sottomarino in compagnia di amici veri o di amici bot, scegliendo il ruolo che vuoi ricoprire fra Capitano, Ingegnere, Meccanico, Medico, Addetto alla Sicurezza e Assistente. Ovviamente, neanche il tuo sottomarino sarà solo, ma ci saranno altre fazioni in giro che potrai aiutare o boicottare; inoltre, il mondo subacqueo e le missioni sono generate proceduralmente e ci sono varie modalità di gioco, pertanto puoi rigiocare quante volte vuoi creando ogni volta una nuova avventura. Consigliato se vuoi condividere lo spazio (haha) con i tuoi amici.
Silt

In un abisso marino bidimensionale e in bianco e nero, sei un sub che vuole svelare un antico mistero, aiutandosi con il suo potere che gli permette di possedere le creature marine. Devi esplorare e risolvere gli enigmi che incontri sul percorso per andare avanti nelle profondità dell’oceano, fra strani organismi, rovine inesplorate e macchinari antichi che ti ostacoleranno. La storia è criptica e simbolica e le ambientazioni, nonostante siano titaniche, ti fanno sentire in trappola. Le creature colossali certamente non aiutano, ma, una volta che sopravvivi ai loro assalti, li puoi utilizzare per raggiungere il tuo obiettivo finale. Consigliato se ti piacciono i puzzle surreali un po’ horror.
We Need to Go Deeper

Niente consolida le amicizie come i sottomarini: “We Need To Go Deeper” è un roguelike da giocare in coop, in cui tu e i tuoi amici (o almeno un tuo amico, o i bot dai, non puoi fare tutto da solo) dovete andare in giro con un sottomarino, esplorare, riparare, sparare alle creature che cercano di accopparti, il classico sabato in spiaggia. Con uno stile cartoonesco steampunk, potrai esplorare vari biomi generati casualmente, effettuare piccole spedizioni a piedi per raccogliere risorse e tesori e sperare che il sistema di difficoltà progressivo non ti faccia terminare troppo presto l’avventura. È importante comunicare sempre e collaborare il più possibile per evitare di affondare per sempre ed essere mangiati da qualche strano animale. Consigliato se ti è piaciuto Don’t Starve Together e volevi provarlo in vacanza.
In Other Waters

Una xenobiologa di nome Ellery raggiunge un lontano pianeta alla ricerca di una collega, ma non trova niente e nessuno se non te: una Intelligenza Artificiale con il compito di guidarla e tenerla al sicuro mentre esplora l’oceano circostante. Andare in giro nell’oceano alieno permetterà a te e ad Ellery di effettuare una serie di scoperte: nuove forme di vita, il passato del pianeta e la possibilità di un’amicizia fra uomo e macchina. I dialoghi con la scienziata, infatti, non saranno legati solo ai suoi spostamenti e alle sue necessità di lavoro, ma saranno anche uno scambio più personale di racconti e segreti. L’esplorazione di per sé non sarà tramite gli occhi umani di Ellery, ma tramite le interfacce di una macchina che deve usare i segnali e i feedback che riceve per salvare almeno una vita. Consigliato se ti piace vedere la realtà da altre prospettive.
Under the Waves

In una versione tecno-futuristica del Mare del Nord negli anni Settanta, sei Stan, un sub professionista che torna ad immergersi dopo aver subito un grave lutto. L’esplorazione delle profondità marine, in cui ti isoli e vai sempre più a fondo, è un parallelo con lo stato d’animo di Stan, che si immerge nella sua solitudine per sfuggire al dolore. Esplora caverne, relitti e strutture naturali, raccogli materiali e crafta oggetti per andare sempre più avanti, ma non dimenticarti di goderti il panorama subacqueo: nuota con la fauna marina, tocca le alghe, e non dimenticare che l’obiettivo ultimo è aiutare Stan a tornare in superficie, sia in senso letterale che metaforico. Consigliato se ti piacciono le avventure introspettive nascoste.
Bonus VR – Freediver: Triton Down

Se hai un bel Visore per la Realtà Virtuale, puoi andare all’avventura ed esplorare gli abissi in maniera interattiva con questo titolo. Sei un’apneista, ovvero una sub che si immerge senza attrezzatura, che rimane intrappolata in una struttura sottomarina durante una missione di ricerca scientifica. Durante l’esplorazione, devi alternarti fra la ricerca di un’uscita a quella di un punto in cui rifornirti di ossigeno, mentre l’acqua continua a salire sempre di più. Essendo il VR più immersivo, forse dovrai lottare per rimanere calmo e risolvere i puzzle, cercando di non perdere tempo andando nel panico a causa del senso di urgenza, ma trovare l’uscita sarà sicuramente un’esperienza da ricordare. Consigliato se il VR non ti dà la nausea da mal di mare.
Bonus – Subnautica

Precipiti su un mondo alieno ricoperto quasi interamente da oceani e l’unica cosa che puoi fare è esplorarli. Da aree poco profonde ricoperte da barriere coralline a vere e proprie fosse oceaniche, da zone vulcaniche a correnti subacquee bioluminescenti, su questo mondo ce n’è per tutti i gusti e devi attraversare tutti i biomi per trovare quello che ti serve per sopravvivere, crearti un rifugio e raccogliere cibo e acqua. Oltre alla sopravvivenza, dovrai anche dar conto alla tua voglia di scoperte e di risoluzione di misteri, perché il pianeta non te la racconta giusta con le misteriose strutture che trovi in giro e, soprattutto, perché non ti è chiaro che cosa ti abbia fatto precipitare. Fra fauna amichevole e mostri abissali, avrai il tuo bel da fare. Consigliato perché è davvero immersivo (badum tss).
In conclusione
L’esplorazione degli abissi è un’esperienza intrigante: lo sfondo del mare affascina anche nel mondo dei videogiochi e, nonostante l’ansia dell’ignoto, la verità è che siamo incuriositi da quello che si cela sotto la sua scintillante superficie e veniamo attratti dal suo buio pieno di segreti e creature strane. Che sia in un sottomarino o a nuoto con l’attrezzatura da sub (o proprio da niente perché siamo espertoni), gli sviluppatori hanno reso tutti questi sentimenti in maniera impeccabile in questi giochi, dando il giusto tono di ansia e meraviglia che solo gli abissi marini possono dare, con meccaniche di gioco e racconti che solo una casa indie ha il coraggio di offrire.
