Ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette Phasmophobia immemore, orbo di tanto spiro. Così percossi e attoniti, i fan alla vista dell’update stanno, muti pensando all’ultimo aggiornamento del gioco fatale.

È arrivato il 5 maggio, giorno in cui i fan storici dell’investigativo di fantasmi più conosciuto al mondo pensavano di ricevere finalmente uno dei due aggiornamenti più attesi della storia del videogioco: la personalizzazione del personaggio e un restauro delle animazioni.

Eppure, la delusione dilaga, il feedback non è dei migliori e neanche gli streamer più fedeli o i giocatori più incalliti sembrano riuscire a trovare qualcosa di cui essere davvero soddisfatti nel più recente aggiornamento rilasciato dalla Kinetic Games.

Dunque, la domanda sorge spontanea: al netto di un cambio nell’uso delle risorse e nelle scelte degli sviluppatori, per quanto si possa voler bene è bene continuare ad insistere su un qualcosa che forse sarebbe meglio lasciare andare?

L’ascesa e il declino

Prima di uscire nel settembre del 2020, sembrava un bel gioco ma senza pretese: sviluppatore singolo, asset Unity già pronti, nessuna trama. Dopo la sua uscita, invece, ha di fatto conquistato milioni di persone, anche grazie ad una provvidenziale serie di gameplay pubblicati da youtuber del calibro Markiplier e JackSepticEye.

La ricetta del suo successo è stata, però, proprio la sua semplicità e linearità: trova le tre prove, indovina il fantasma, fai qualche foto per aumentare le ricompense, chiudi e ripeti. L’effetto horror veniva dall’ignoto e dalla sorpresa: il silenzio disarmante spezzato all’improvviso da un rumore o da un gemito paranormale, la luce che andava via mentre la misteriosa entità appariva dal nulla, i vari eventi che ti facevano impazzire a tal punto che il fantasma riusciva a prendere il sopravvento e a cacciarti, inseguendoti per porre fine alla tua investigazione. Il divertimento era anche raddoppiato se, invece di giocare da solo, partivi all’avventura con qualche amico: dispetti, urla tagliate e leggende metropolitane rendevano il tutto più immersivo e accattivante.

A seguito di questa ondata di successo, però, dopo circa un anno, invece di sedersi sugli allori, DKnighter (pseudonimo dello sviluppatore) ha avuto una seconda, brillante idea: assumere due collaboratori, con cui restaurare l’intero gioco. Grazie al loro supporto, il gioco ha cominciato a prendere la forma che gli ha consentito fra il 2021 e il 2023 di essere un capolavoro del divertimento horror investigativo: oltre alle prove da trovare, i fantasmi cominciavano a comportarsi con una determinata logica derivante dalla loro “lore” e sono state introdotte nuove variabili per rendere più frizzante il gameplay. Nel periodo d’oro di Phasmophobia, fra eventi, nuove mappe, nuove meccaniche e nuove logiche di investigazione, con ogni nuovo update c’erano aspettative e si era sempre invogliati a tornare. Non più gli youtubers, ma gli streamer in questa fase hanno contribuito alla fama di questo gioco, come il celeberrimo Insym, che con challenge, finte scommesse sul tipo di fantasma, meme e giochi di gruppo, ha attirato ancora più attenzione su questo progetto, arrivando anche a collaborare con gli stessi developer per aiutarli con le scelte che potevano essere appetibili per il pubblico.

Ad un certo punto, però, dopo questo picco altissimo, è arrivato l’inevitabile inizio della discesa. L’enorme pubblico ha cominciato ad avere aspettative elevatissime e neanche con l’allargarsi del team di sviluppo si è riuscito a mantenere un buon livello degli update. Certo, il revamp grafico di alcuni asset e mappe e l’inserimento di alcuni nuovi fantasmi sicuramente sono stati un successo, ma non è bastato a saziare la voglia dei giocatori di avere un gioco più completo; personalmente credo anche che la continua uscita di nuovi “Phasmo-like” con idee a volte fresche a volte stantie come il pane di Grafton non abbia aiutato, perché qualunque aggiornamento poteva sembrare un furto di idee.

Non si può, però, negare che, anche dall’altra parte, sembra ci si sia un po’ seduti sugli allori: gli eventi, all’inizio simpatici e originali, sono diventati tutti uguali ma con una skin festiva diversa. Inoltre la scelta di creare una versione per console prima ancora dell’uscita del gioco dall’early access sembra una mossa volta più ad aumentare le vendite che ad altro. Questo (presunto?) allargamento del pubblico ha infatti rallentato tantissimo gli sviluppi, portando ad una attesa di mesi prima di poter vedere qualche novità sul gioco. Ed è proprio questa attesa che, secondo me, ha ampliato la delusione provata dai giocatori con gli ultimi aggiornamento e ha portato a quella che penso possa essere la caduta definitiva di Phasmophobia.

Il disastro

Due erano le richieste principali dei fan: un restyling grafico, delle animazioni e dei personaggi giocabili, compreso di possibilità di personalizzazione, e una rivisitazione di alcune meccaniche e logiche del gioco, sperando che questi due update potessero portare finalmente alla tanto agognata uscita dall’early access, che dura ormai da sei anni.

Quando finalmente, dopo mesi di teasing e silenzi imbarazzanti, è venuta fuori la notizia che stava per essere resa disponibile la personalizzazione dei personaggi e la modifica di alcune animazioni, le aspettative sono salite alle stelle e tutti hanno sperato in una svolta che avrebbe ridato vita a Phasmophobia.

Dopo solo qualche minuto di streaming da parte dei content creator, però, è venuta fuori l’amara realtà: ancora una volta, purtroppo, il lavoro non è stato sufficiente.

I personaggi sono… brutti. Sei uomini e sei donne a cui non puoi cambiare capelli né il colore degli occhi, a cui puoi comprare dei vestiti tutti uguali fra di loro e che se si piegano e guardano in alto si trasformano in un Costanzo che defeca. Le animazioni delle interazioni con gli oggetti sono anche carine, ma sono poche e lente e non sempre coincidono bene con le mani, che assumono angoli impossibili; i passi sono inquietanti, il corpo a volte fa movimenti storti a scatti e ricordi amaramente di quando ridevi degli amici in VR perché erano strani, quando adesso quello tutto rotto sei tu.

Ma tutto ciò potrebbe non essere un problema, se non fosse che tutto questo cambiamento ha rotto il gioco: le animazioni hanno un leggero lag, per cui spesso non sai se hai in mano l’apparecchio corretto che vuoi usare finché per sbaglio non lo cambi con quello dopo; quello che reggi in mano è lontanissimo e se devi leggere il journal hai bisogno degli strumenti di accessibilità di Windows.

Insomma, personalmente non ho per nulla apprezzato questa novità: abbiamo aspettato mesi per un lavoro assolutamente non all’altezza di quello che era un tempo questo gioco; a questo punto, preferivo continuare ad avere i personaggi di stock Unity, ma con una logica accurata e migliorata e delle meccaniche che funzionano per davvero. Avrei aspettato più volentieri se con questo update avessero aggiustato i DOT che non appaiono correttamente, le sfere di luce che si clippano nelle pareti, il fantasma che interagisce con il piano di sopra o i comportamenti dei fantasmi che non corrispondono alle loro descrizioni (sto guardando te, Goryo).

In redazione siamo stati tutti grandi fan di Phasmo, abbiamo seguito tutti gli eventi e gli update senza mancarne neanche uno, lo abbiamo amato, odiato, streammato, ma mai come oggi ne siamo stati delusi. L’attesa ci aveva dato una speranza che non ci meritavamo venisse schiacciata così. Rimaniamo qui, tristi, facendo un brindisi ad un gioco che non c’è più, con la speranza che qualcuno decida di sistemare le cose e ritornare ai bei vecchi tempi, quando non vedevi l’ora di andare a Willow Street a scartare la carta per trollare i tuoi amici.

In loving memory of Brandon, fedele compagno di investigazioni (2020-2026)