Ci sono viaggi che ti lasciano ricordi felici e altri che ti fanno giurare di non salire mai più su un camper. RV There Yet? appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Dopo un campeggio rilassante con gli amici, è ora di tornare a casa, ma la strada principale è chiusa e siete costretti a deviare attraverso la Mabutts Valley, un posto dove anche il GPS perde la speranza. Il viaggio si trasforma presto in una missione di sopravvivenza cooperativa: quattro giocatori, un solo camper e una lunga serie di imprevisti da affrontare insieme, possibilmente senza uccidersi a vicenda.

L’idea alla base è tanto semplice quanto efficace. Tutti condividono lo stesso mezzo, uno guida, mentre gli altri devono occuparsi di riparare, orientarsi, usare il verricello o semplicemente dare fastidio. La fisica del veicolo è imprevedibile e ogni buca, salita o curva sbagliata diventa fonte di risate e panico. Una delle parti più divertenti è il poter afferrare letteralmente gli amici per aiutarli o, più spesso, per trascinarli via come sacchi di patate. Durante le nostre partite, questa meccanica è diventata un piccolo spettacolo comico: qualcuno cercava di salire sul camper mentre un altro lo sollevava, e nel frattempo il guidatore avanzava a passo d’uomo cercando di non investire nessuno.

Una valle di panini, sigarette e caos

La Mabutts Valley è un posto tanto pittoresco quanto mortale. Non tutti ne escono vivi, e dopo qualche ora di gioco è chiaro il perché. Le stazioni di servizio sparse lungo la strada diventano oasi di salvezza, veri e propri checkpoint dove tirare il fiato, riparare il mezzo e fare scorta di cibo. Il cibo e le bevande non solo ripristinano la salute, ma offrono anche piccoli potenziamenti temporanei, e lo stesso vale per le sigarette, che aggiungono un tocco volutamente assurdo a una meccanica già comica.

Le partite spesso si trasformano in aneddoti indimenticabili. In una run, eravamo tutti intenti a esplorare un punto d’interesse e, presi dall’entusiasmo, sono entrato di corsa in una stanza pieno di fiducia e zero prudenza. Due secondi dopo, un serpente mi ha shottato in pieno. Da quel momento ho imparato a rispettare ogni sibilo nel silenzio dei boschi.
In un’altra occasione, ci siamo trovati di fronte a una strada completamente sconnessa. Siamo scesi in due e, con la precisione di due ingegneri in pensione, abbiamo costruito un ponte improvvisato “alla Ingegner Cane”, ma senza piloni. Poi, con la calma di due vecchi al cantiere, abbiamo iniziato a dare indicazioni al guidatore a voce e con gesti esagerati, un incrocio tra un vigile urbano e un mimo in crisi esistenziale. E contro ogni previsione, siamo riusciti a passare.

Divertimento garantito

L’atmosfera è quella di una commedia cooperativa, dove ogni errore diventa occasione per ridere e ogni successo una conquista collettiva. È bello vedere come il gioco riesca a trasformare anche i momenti più banali in piccole scene memorabili, grazie alla fisica volutamente caotica e alla chat di prossimità che amplifica le reazioni del gruppo.
La grafica, colorata e caricaturale, rafforza l’effetto comico. Il personaggio principale ricorda vagamente Eric Cartman di South Park, e il modo di muoversi e interagire rende tutto più comico. Quando sei lì a discutere con gli amici su chi deve usare il verricello e chi deve cucinare un hamburger, ti rendi conto che non stai solo giocando: stai improvvisando una piccola sit-com su ruote.

Le meccaniche cooperative funzionano bene e il sistema di interazione con il mondo di gioco offre una buona varietà. Si possono trascinare oggetti, afferrare compagni, cucinare carne surgelata e fumare una sigaretta tra un disastro e l’altro. Nonostante tutto, il camper riesce quasi sempre a ripartire, e quando si raggiunge una nuova stazione dopo aver sfidato la fisica, la soddisfazione è autentica.

Lato tecnico e qualche delusione

Dal punto di vista tecnico, il gioco non è privo di problemi. Alla release c’erano diversi bug, come quello che può glitchare il giocatore fuori dal camper se resta in piedi mentre il veicolo è in movimento, lasciandolo bloccato a terra. Gli sviluppatori stanno però lavorando duramente per correggere gli errori e stanno rilasciando patch frequenti, segno che credono nel progetto (nato da una GameJam) e lo stanno seguendo con attenzione.

L’unico vero dispiacere riguarda il camper stesso. Pur essendo il cuore dell’esperienza, non è molto “vivo”: non si può dormire nel letto, cucinare ai fornelli o usare il lavandino. Rimane più un deposito ambulante di oggetti che una vera casa mobile. Probabilmente è una scelta legata alla sincronizzazione in multiplayer, ma sarebbe bello vedere queste funzioni aggiunte in futuro per rendere l’esperienza più immersiva.

Fine corsa, ma con il sorriso

RV There Yet? è un’esperienza cooperativa genuinamente divertente, un concentrato di confusione, ironia e collaborazione che funziona alla grande con il gruppo giusto. Tra serpenti assassini, ponti improvvisati e amici trascinati, ogni partita diventa una storia da raccontare. Nonostante qualche bug e un camper un po’ limitato nelle interazioni, il viaggio attraverso la Mabutts Valley regala momenti esilaranti e situazioni imprevedibili.