C’è un certo fascino nei simulatori sgangherati. Quelli che non puntano alla perfezione, ma a quell’assurdo equilibrio tra gestione, caos e comicità involontaria. Shooting Range Simulator rientra perfettamente in questa categoria: un gestionale dove ti ritrovi a dirigere un poligono di tiro che, più che un’attività commerciale, sembra un esperimento sociale in corso. Le giornate iniziano lente, tra ordini di armi e spazzatura da buttare, ma pian piano tutto assume un ritmo piacevolmente ipnotico. Non c’è niente di davvero raffinato qui, né nella grafica né nelle animazioni, eppure la formula funziona. Il loop “spara, vendi, pulisci, ripeti” riesce a catturare quel tipo di giocatore che ama la routine, il rumore delle monetine in cassa e la soddisfazione di vedere il proprio spazio crescere centimetro dopo centimetro.

Gestione casalinga

All’inizio sei solo tu, un paio di pistole, qualche scatola di munizioni e un magazzino minuscolo. I clienti arrivano, chiedono combinazioni improbabili di armi, accessori e pacchi di proiettili, e tu corri avanti e indietro cercando di soddisfare ogni ordine senza perdere la pazienza. La gestione dell’inventario è basilare ma funzionale: puoi comprare nuove armi, vendere armi con skin personalizzate, sbloccare casse casuali e altro ancora.
Hai anche una stazione di pulizia, fondamentale per mantenere le armi in buone condizioni. Perché sì, qui anche il fucile più letale si sporca se lo viene usato da clienti con mani probabilmente unte. Puoi lucidarlo manualmente o, se hai accumulato abbastanza soldi, aggiornare la stazione a una versione automatizzata che ti risparmia ore di clic compulsivi. È un piccolo tocco da gestionale “vero”, che aiuta a rendere il tutto più scorrevole senza tradire lo spirito semplice del gioco.

Quando la simulazione diventa sitcom

Nonostante la premessa, Shooting Range Simulator non è solo un manageriale di tiro al bersaglio, ma anche un contenitore di momenti assurdi e perfettamente Crunchy. Uno dei miei episodi preferiti? Dopo aver finalmente sbloccato gli occhiali protettivi, ho scoperto, troppo tardi, che i clienti possono prenderseli e andarsene via come se nulla fosse. In un impeto di autodifesa e giustizia privata, ho reagito sparando a quello che credevo un ladro, provocando il caos più totale: urla, panico generale e una lezione imparata a mie spese.
È in questi momenti che il gioco dà il meglio di sé, quando la logica si piega all’imprevisto e ti ritrovi a ridere davanti allo schermo. Tutto è un po’ grezzo, ma c’è un’autenticità che molti simulatori più “seri” non riescono a trasmettere. Ti diverti non perché tutto funzioni, ma proprio perché ogni cosa sembra sul punto di rompersi.

Dal poligono di tiro al mini impero

Avanzando, il poligono si espande e la sensazione di progressione è piacevole. Si passa da un piccolo spazio disordinato a un centro tiro completo, con stazioni multiple, clienti più esigenti e nuove possibilità di guadagno. Puoi partecipare a gare di tiro per mettere alla prova le tue abilità, riciclare bossoli vuoti per fare un po’ di soldi extra o puntare tutto sulla vendita di armin con skin rare. Il sistema economico è semplicissimo ma abbastanza flessibile da farti provare strategie diverse: c’è chi preferisce ottimizzare gli ordini e chi invece passa le giornate a caccia di collezioni complete per rivenderle a prezzo maggiorato.
Certo, non tutto fila liscio. Il ritmo a volte rallenta troppo, i controlli non sempre rispondono come vorresti e il comparto tecnico mostra più di qualche crepa. Ma anche quando inciampa, Shooting Range Simulator riesce a restare coerente con la sua identità di “simulatore di provincia”: goffo, ma pieno di buona volontà.

Non sarà preciso al millimetro, ma diverte

Shooting Range Simulator è il classico gioco che non ti conquista subito, ma ti ritrovi a rilanciare “per un’altra mezz’ora” finché non noti che è passata mezza giornata. Non eccelle in nulla, eppure riesce a farsi voler bene grazie alla sua sincerità. Tra un ordine andato storto e un cliente che fugge via con la tua attrezzatura, si crea un equilibrio tra frustrazione e comicità che funziona.
Perfetto per chi ama i simulatori gestionali senza troppe pretese e vuole solo rilassarsi in un caos controllato fatto di pallottole, spruzzini e casse da aprire.