
Ci sono giochi che ti tengono col fiato sospeso, altri che ti invitano semplicemente a respirare. Snoopy & The Great Mystery Club, sviluppato da Cradle Games, appartiene con orgoglio alla seconda categoria. È un’avventura investigativa cozy e rilassata, ambientata nel coloratissimo mondo dei Peanuts, che ci è stata gentilmente concessa in edizione Deluxe. Un’edizione che include costumi aggiuntivi e mini-giochi extra. Niente di rivoluzionario, ma abbastanza da strappare un sorriso agli appassionati. Il prezzo, però, rimane alto rispetto a ciò che offre, e anche la versione più completa fatica a giustificare il costo pieno.
C’è qualcosa di rassicurante nel tornare nel mondo dei Peanuts: i modelli dei personaggi sono fedelissimi ai fumetti di Schulz, e i colori pastello accendono la scena con tenerezza. Anche la colonna sonora, tra jazz e note spensierate, fa il suo dovere.
Ma Snoopy & The Great Mystery Club non riesce mai a trasformare quella nostalgia in un’esperienza davvero coinvolgente. Dietro la facciata colorata si nasconde un ritmo troppo lento, più rilassante che divertente.
Un club di detective in erba
La trama inizia con un caso apparentemente banale: alcuni conigli rubano il cibo dalla ciotola di Snoopy. Da quell’episodio nasce il “Grande Club del Mistero”, fondato da Snoopy, Charlie Brown e Piperita Patty, deciso a risolvere ogni piccolo enigma che turba la quiete del quartiere. L’avventura si articola in quattro capitoli principali, ciascuno con il suo “caso” da risolvere. Col tempo si uniranno altri personaggi dei Peanuts, ognuno con una propria personalità e qualche aiuto nelle indagini.
Non ci sono colpi di scena drammatici, ma piccole storie quotidiane, come l’attrezzatura sportiva scomparsa di Patty o oggetti rubati da animali dispettosi. È un mondo semplice e rassicurante, ma costruito con cura, perfetto per chi cerca un’esperienza senza pressioni.
Snoopy, il segugio coi costumi giusti
Il protagonista assoluto è Snoopy, naturalmente. Le sue due abilità principali sono la ricerca delle tracce, che permette di seguire le impronte e ricostruire gli spostamenti dei personaggi, e la scansione degli oggetti, utile per individuare indizi e elementi nascosti. A queste si aggiunge un sistema di costumi sbloccabili, divisi in due categorie:
- Costumi con abilità speciali, che si ottengono completando le missioni principali e permettono a Snoopy di interagire in modi diversi con l’ambiente. Per esempio Snoopy Pirata può scavare, Snoopy Giardiniere spazza le foglie, e così via.
- Costumi estetici, che non influiscono sul gameplay ma aggiungono varietà visiva, acquistabili spendendo biglie collezionabili trovate esplorando il mondo di gioco.
Ci sono poi gli otto uccellini gialli di Woodstock, che vanno scovati per sbloccare il capitolo finale. Tutto trasmette la voglia di esplorare e collezionare, ma non senza qualche ostacolo: spesso per scoprire un oggetto utile bisogna rifare lunghi percorsi, e solo dopo averlo trovato si capisce che serviva dall’altra parte della mappa. La struttura invita alla calma, ma non sempre alla pazienza.

Un mondo accogliente, ma troppo ripetitivo
Dal punto di vista estetico, Il Grande Club del Mistero è impeccabile: colori vivi, animazioni dolci e doppiaggio sorprendentemente curato. Peccato che l’incantesimo si spezzi quando entra in gioco la ripetitività. Le indagini si somigliano un po’ tutte, e dopo un paio di casi si ha la sensazione di seguire lo stesso schema: parla con un personaggio, vai a prendere un oggetto, torna indietro, sblocca un altro dialogo.
Il backtracking è costante e i punti di viaggio rapido non sono poi così rapidi, visto che non si attivano dalla mappa ma vanno raggiunti fisicamente. È il classico esempio di design carino sulla carta ma frustrante sul lungo periodo. Alcune sotto-missioni peggiorano il problema, trasformando ogni mistero in una piccola maratona. Dopo un po’, la routine prende il sopravvento, e anche l’indagine più simpatica finisce per sembrare una scusa per farci camminare ancora un po’. È un gioco che conquista con lo stile, ma perde punti nel ritmo.
Mini-giochi, tra alti e bassi
Per spezzare il ritmo, il gioco introduce numerosi mini-giochi, alcuni molto divertenti, altri meno riusciti. Le corse col carretto e la sfida col Barone Rosso, dove bisogna passare attraverso anelli e checkpoint colorati, sono forse le sezioni più deboli, con meccaniche vecchie e ripetitive che interrompono più di quanto arricchiscano. È inoltre possibile rigiocare i mini-giochi liberamente una volta sbloccati, accedendo da un’apposita area del menu. Una buona idea per allungare la durata complessiva, che si aggira comunque sulle sette-otto ore se si punta a completare tutto.
La semplicità rimane la cifra distintiva, ma anche il suo limite: il gameplay è piacevole e rilassato, ma dopo qualche ora si avverte la mancanza di vere sfide o nuove dinamiche. È un gioco che si gusta meglio a piccole dosi, come un fumetto alla volta.

Fine del gioco, fine dell’esplorazione
Una scelta discutibile riguarda il finale: una volta completato l’ultimo capitolo, non è possibile tornare indietro per recuperare collezionabili come le strisce di fumetti nascoste. Il gioco si chiude definitivamente, costringendo a ripartire da zero per vedere ciò che si è perso. È un limite che pesa soprattutto sui giocatori più curiosi, quelli che amano esplorare ogni dettaglio del mondo dei Peanuts.
Il verdetto: bello ma non balla
Snoopy & The Great Mystery Club è un’esperienza che riesce a conquistare solo in parte. È un gioco bello da vedere e perfetto per rilassarsi, ma troppo ripetitivo e lento per intrattenere davvero a lungo. Il prezzo elevato non aiuta, soprattutto considerando che la Deluxe Edition aggiunge davvero poco. Un’esperienza che lascia un sorriso timido, ma anche la sensazione che il potenziale di Snoopy meritasse qualcosa di più.
