Prime Impressioni dal Set

Siete stanchi dell’ennesimo soulslike in pixel art in cui rotolate per evitare un topo gigante? Ottimo, perché oggi vi mandiamo direttamente a Hollywood. O meglio, in uno studio cinematografico di serie Z dove la vostra dignità verrà brutalmente massacrata dai vostri stessi amici su Discord. Da uno degli sviluppatori di quel piccolo capolavoro di infamate che era Screencheat e da un “ex-mago” che ha fatto la controfigura di Liu Kang in Mortal Kombat (giuro, c’è scritto davvero nel loro press kit, non potrei mai inventarmi una roba simile), arriva Acting Out.

Il comunicato stampa ci promette la luna: “performance stellari”, “telecamere intelligenti già posizionate” e “un’esperienza cooperativa online rivoluzionaria” in arrivo in Early Access su Steam verso la fine dell’anno, con una demo pubblica prevista per questo aprile 2026.

Noi abbiamo fatto un giro di prova in anteprima e vi diciamo come stanno le cose senza troppi giri di parole: il gioco è grezzo. Ma sapete qual è il colpo di scena? È proprio questa sua anima un po’ legnosa e sgangherata a renderlo assolutamente esilarante.

L’idea alla base è tanto folle quanto geniale: si sceglie un copione (si va dal noir, alla fantascienza, fino ai peggiori reality trash), vi piazzate sui vostri segnaposto sul set, accendete il microfono e… recitate. Avete un solo take. Niente prove. Se pensate di avere il carisma di Marlon Brando, preparatevi alla dura realtà: sembrerete un tostapane che cerca di leggere le istruzioni del microonde. A fine riprese, il gioco vi sbatte tutti in una sala cinema virtuale a guardare il vostro (discutibile) capolavoro, che potrete pure salvare in mp4 per umiliarvi a vicenda sui social.

Ma c’è un grosso, enorme elefante nella stanza. Se questa perla indie vuole sopravvivere nel crudele mare di Steam, noi pretendiamo l’italiano per la versione finale. Dover improvvisare e leggere un copione a tradimento in inglese ammazza un po’ la componente “caciara” per chi non mastica l’idioma d’oltremanica con scioltezza. Vogliamo urlare le nostre battute, gesticolare malissimo usando le emote del gioco e interpretare scene melodrammatiche nella nostra lingua nativa!

(Nota a margine per i fanatici dello Steam Deck: non sappiamo ancora come giri sulla console di Gabe, ma recitare un copione horror urlando nel microfono mentre siete sul regionale delle 18:00 potrebbe costarvi l’arresto. Uomo avvisato…)

Lo mettiamo in Wishlist?

Monitoriamo.

L’idea spacca e ha un potenziale infinito. Le serate con gli amici rischiano di diventare leggendarie tra risate e imbarazzo generale, ma il lato tecnico deve ancora maturare parecchio e la mancanza dell’italiano pesa come un macigno per un gioco che si basa interamente sulla lettura rapida di copioni. Incrociamo le dita (e i microfoni) sperando che i dev inseriscano la localizzazione nostrana prima del ciak definitivo in Accesso Anticipato.