C’è un momento dell’anno in cui le luci si abbassano da sole, le tende sembrano muoversi senza vento e i rumori di casa diventano più sospetti del solito. Non serve neanche aspettare Halloween: già a settembre l’aria si fa più fresca, e con lei arriva la voglia di horror. Quest’anno settembre e ottobre sono due mesi ricchi di novità per gli appassionati del genere: abbiamo scelto sei giochi diversi, sei modi di avere paura davanti allo schermo. Dal survival co-op che ti obbliga a fidarti dei compagni di sventura a un cartone animato che nasconde un incubo gotico, passando per l’inquietudine di Internet che si sgretola davanti ai tuoi occhi, case che cambiano le regole a ogni partita e fuochi da tenere accesi per tenere lontano chi ti osserva dal buio. Insomma, se stai cercando qualcosa che ti accompagni verso Halloween senza ripetere sempre i soliti titoli, sei nel posto giusto: ecco la nostra selezione croccante di horror indie freschi di uscita.

No, I’m Not a Human: chi bussa alla tua porta?

(15 settembre 2025)

No, I’m Not a Human: chi bussa alla tua porta?

A volte la paura non ha bisogno di creature mostruose o castelli gotici: basta una porta chiusa. In No, I’m Not a Human siamo alla Fine dei Tempi, con un sole che brucia la Terra al punto da accecare chi osa sbirciare dalle serrande. La notte diventa l’unico rifugio, ma è anche il regno dei Visitatori. Ogni sera qualcuno bussa, chiede di entrare, racconta una storia. Hanno il nostro aspetto, il nostro odore, ma non tutto torna. Tocca a te osservare, interrogare e decidere chi far entrare, con il rischio che dietro un volto rassicurante si nasconda la morte. Il gioco ti mette davanti a un paradosso crudele: isolarsi porta alla rovina, ma fidarsi può essere letale. E quando capisci di avere davanti un Visitatore, l’unica scelta è eliminarlo prima che sia lui a uccidere te. La tensione cresce di notte in notte, trasformando la routine domestica in un incubo fatto di paranoia, sospetto e decisioni irreversibili. Non ci sono armi spettacolari o mostri urlanti, ma dettagli sottili, frasi sussurrate e tic impercettibili che diventano indizi vitali. È un’esperienza che mette alla prova i nervi e che riesce a rendere spaventoso il gesto più semplice di tutti: aprire la porta di casa.

Macabre: il terrore si vive meglio in compagnia

(26 settembre 2025)

Macabre: il terrore si vive meglio in compagnia

Macabre non è il classico survival horror cooperativo: è un extraction horror a quattro giocatori dove la sopravvivenza non dipende solo dal coraggio, ma anche da quanta fiducia sei disposto a concedere. Ogni partita ti porta dentro un Rift instabile che si riconfigura continuamente, con mappe che cambiano, obiettivi che si spostano e un mostro che impara dai tuoi comportamenti. Non puoi affidarti agli stessi trucchi perché la creatura reagisce, costringendoti a improvvisare tra distrazioni, sacrifici e fughe disperate. L’atmosfera è soffocante e la regola è chiara: il bottino si salva solo se riesci a raggiungere l’estrazione vivo. La scelta allora diventa crudele, perché cooperare è utile ma tradire i compagni significa tenere tutto per sé. A darti una mano c’è Banjo, un sopravvissuto eccentrico che fornisce equipaggiamento e upgrade, ma anche lui è parte di un equilibrio sempre fragile.

oneway.exe: internet è il vero orrore

(7 ottobre 2025)

oneway.exe: internet è il vero orrore

oneway.exe porta l’horror nel posto che conosciamo meglio e che al tempo stesso ci fa più paura: il mondo digitale. Sei intrappolato dentro UNTITLED.exe, un videogioco mai finito che cade letteralmente a pezzi, infestato dai ricordi dei suoi tre creatori. Tra puzzle e sequenze narrative in prima persona, il gioco ti fa esplorare ambienti che sembrano usciti da epoche diverse di Internet: forum ormai deserti, pagine web deformate, email da cliccare con attenzione maniacale. Dietro questa cornice surreale c’è una tragedia personale, fatta di amicizia, nostalgia e fallimenti, che riaffiora tra glitch e collegamenti corrotti. È un horror che non vive di jumpscare scontati ma di un senso crescente di inquietudine, come se fossi circondato da memorie tossiche della rete. Le cutscene animate frame-by-frame, i dialoghi doppiati e la colonna sonora firmata da Marcy Nabors (Homestuck, Hiveswap, Deltarune) danno ancora più peso alla narrazione, mentre le tue scelte influenzano lo svolgersi degli eventi. Non mancano momenti bizzarri e disturbanti, come l’apparizione di un gattino che sembra amichevole ma si inserisce in un contesto sempre più instabile. oneway.exe è un’esperienza che mette a nudo il lato oscuro della nostalgia digitale e che ti costringe a guardare in faccia l’orrore che si nasconde dietro i nostri ricordi online.

Bye Sweet Carole: l’incubo prende la forma di un cartone animato

(9 ottobre 2025)

Bye Sweet Carole: l’incubo prende la forma di un cartone animato

Se c’è un gioco che sembra uscito da un sogno d’infanzia trasformato in incubo, è Bye Sweet Carole. Scritto e diretto da Chris Darril, creatore della serie Remothered, il titolo mescola la delicatezza dell’animazione tradizionale con la brutalità di un survival horror. Siamo all’inizio del Novecento, in un’Inghilterra attraversata dai primi movimenti femministi, e seguiamo Lana Benton, ospite del cupo orfanotrofio Bunny Hall. Quando la sua amica Carole scompare, Lana intuisce che non si tratta di una semplice fuga: la corrispondenza con un misterioso “francese” la porta a indagare fino a svelare un mondo segreto, il regno di Corolla. Qui la favola si spezza: conigli di pece, un gufo insensibile chiamato Velenia e il crudele Mr. Kyn minacciano di inghiottire tutto, trasformando l’incanto in terrore. Il gameplay alterna esplorazione, enigmi e sezioni platform, con una meccanica curiosa che permette a Lana di trasformarsi in coniglio per affrontare situazioni altrimenti impossibili. Ma il vero colpo d’occhio resta la grafica: tutto è disegnato a mano con tecniche di animazione che ricordano i grandi classici Disney, solo che qui la magia non salva ma condanna. Bye Sweet Carole è una favola corrotta che affascina e inquieta allo stesso tempo, un incubo disegnato con la grazia di una principessa e la crudeltà di un predatore.

Under The Floor: il male sotto casa

(13 ottobre 2025)

Under The Floor: il male sotto casa

Di Under The Floor si sa ancora poco, ed è probabile che si riveli un progetto piccolo e magari anche un po’ cheap. Ma l’idea alla base è abbastanza intrigante da meritare attenzione. Gli sviluppatori lo descrivono come un simulatore di paura psicologica ambientato in una casa abbandonata infestata da entità ostili. Non ci sono script fissi né regole da imparare: ogni partita cambia volto, con eventi casuali, suoni diversi, apparizioni imprevedibili e persino meccaniche che si trasformano. Quello che sembrava un corridoio sicuro può diventare improvvisamente una trappola, e ciò che hai imparato in una run non ti servirà in quella successiva. L’unica costante è la tensione costruita grazie ad un’atmosfera che ti schiaccia minuto dopo minuto. Qui l’istinto diventa la tua unica arma: nascondersi nelle ombre, ascoltare ogni scricchiolio, correre quando non c’è altra scelta. Il gioco promette alta rigiocabilità e un’esperienza diversa a ogni tentativo, anche se resta da capire quanto riuscirà a mantenere queste promesse. Esce il 13 ottobre, lo stesso giorno del mio compleanno. Perfetto: invece di soffiare sulle candeline, passerò la serata a sentire chi soffia sotto il pavimento.

Ardena: non lasciare che il fuoco si spenga

(24 ottobre 2025)

Ardena: non lasciare che il fuoco si spenga

In Ardena non hai armi, rifugi o alleati. Hai solo un fuoco che si consuma lentamente, e l’oscurità che aspetta il momento di divorarti. Questo survival horror in prima persona ti abbandona in una foresta deserta, avvolta da nebbia crescente e silenzi troppo profondi per essere rassicuranti. L’unico modo per sopravvivere è alimentare costantemente il tuo falò, raccogliendo legna nel buio e cercando indizi che raccontano una storia inquietante fatta di sparizioni, lutto e segreti sepolti. Ma non sei mai davvero solo. Tra gli alberi si aggira Mara Vandernacht, una figura tormentata che diventa sempre più forte e implacabile ogni volta che la fiamma si indebolisce. I messaggi scritti con il sangue sono chiari: “non guardarla negli occhi”. L’esperienza è costruita come una corsa contro il tempo, con un’atmosfera che evolve man mano che la notte avanza. Ogni scelta, ogni passo lontano dal fuoco aumenta la tensione, fino a trasformare la foresta in un incubo vivo. Non è un’avventura infinita, ma un viaggio concentrato e spietato, pensato per durare meno di un’ora: giusto il tempo necessario per ricordarti che a volte sopravvivere significa solo tenere acceso ciò che ti separa dal buio.

Pronti alla Spooky Season?

Se c’è una lezione da trarre da questa selezione è che l’horror indie non ha paura di osare. Macabre punta sulla cooperazione, Bye Sweet Carole trasforma l’innocenza dei cartoni in incubo, No, I’m Not a Human gioca con la paranoia quotidiana, oneway.exe mette a nudo la nostalgia digitale più marcia, Ardena ti costringe a non spegnere mai il fuoco se vuoi sopravvivere a Mara. E poi c’è Under The Floor, di cui sappiamo ancora poco: forse sarà una piccola perla, forse un esperimento acerbo, ma già la sua suggestione basta a farci immaginare cosa significhi convivere con un orrore invisibile sotto casa. In fondo, questo è il bello degli indie: anche quando non sono perfetti, riescono a proporre idee nuove e disturbanti. Settembre e ottobre 2025 promettono notti insonni e brividi freschi: il modo migliore per prepararsi a Halloween è già qui, basta accendere lo schermo… e spegnere la luce.