“You’re not playing the numbers, you’re playing me.”

Lo diceva il tassista Jeff Hope a Sherlock in A Study in Pink, sfidandolo con due pillole identiche, una letale e una no.

In Side Effects di Free Lives (Broforce, Stick it to the Stickman, Terra Nil), le pillole non sono solo due, e nessuno ti avverte che andrà sempre peggio. Con ogni turno arrivano nuove capsule, nuovi rischi e nuovi dubbi. Il gioco sembra divertirsi a vederti ragionare, solo per poi farti capire che la logica non serve a niente, perché qui il cinquanta e cinquanta è un ricordo lontano.

Abbiamo provato la demo appena uscita su Steam e ci siamo ritrovati in un esperimento clinico tanto assurdo quanto brillante. Ogni partita è una scommessa, ogni turno un rischio calcolato male, e ogni vittoria una tregua momentanea prima della prossima catastrofe. In Side Effects non si gioca per vincere, ma per morire dopo l’altro.

Un tavolo, troppe pillole

La partita inizia in silenzio, con un tavolo sterile, un vassoio di capsule dai colori inquietanti e un avversario che ti fissa con la stessa espressione di chi non ha letto il consenso informato. Ti senti quasi sicuro, finché non devi scegliere la prima pillola. Da quel momento, ogni decisione diventa una piccola tortura: la ingoi, aspetti e osservi la barra della resistenza o quella dei cuori come se potessero dirti qualcosa sul tuo destino.

È un’ansia diversa da quella di Buckshot Roulette, ma nasce dalla stessa idea: una sfida tra istinto e paura, in cui la vittoria non conta, conta solo chi resta in piedi più a lungo.

All’inizio provi a ragionare, ti convinci che basti ricordare gli effetti delle pillole precedenti per evitare il peggio. Poi capisci che non funziona. Ogni turno è un atto di fede, un momento di pura paranoia che Side Effects trasforma in tensione costante. È quella sensazione di rischio lucido, di calma apparente prima del disastro, quando la tua unica certezza è che qualcosa andrà storto e tu non potrai impedirlo.

Trattamenti sperimentali e dubbi morali

Tra una dose e l’altra, il gioco ti concede un attimo per scegliere tra una serie di “trattamenti sperimentali”.
L’idea è manipolare le probabilità, ma in pratica finisci per usare strumenti che sembrano usciti da un ospedale clandestino. Vaccini, pinze, clamp boccali, iniezioni di origine ignota: ognuno promette un vantaggio, ma il modo in cui funziona è volutamente ambiguo. Ti ritrovi così a scegliere non per logica, ma per curiosità.

Il tutto è accompagnato da una direzione artistica inconfondibile, quella di Free Lives. Colori saturi, animazioni esagerate, umorismo nero che si mescola al disgusto e all’assurdo. È una medicina che non guarisce ma intrattiene, una satira che ti mette alla prova mentre ti fa ridere, anche quando non dovresti.

Effetti collaterali: dipendenza immediata

La demo di Side Effects è un concentrato di idee ben realizzate e di trovate visive che tengono incollati allo schermo. Funziona perché non si limita a offrire scelte casuali, ma ti trascina in un ritmo di tensione crescente dove ogni pillola sembra un enigma e ogni turno una condanna annunciata. È un gioco semplice, ma costruito con un equilibrio raro tra ironia e meccanica, capace di coinvolgerti fino all’ultima dose.

Non sorprende, quindi, che il prototipo originale fosse già diventato virale su itch.io e YouTube, raccogliendo milioni di visualizzazioni e centinaia di migliaia di partite. Questa nuova versione su Steam riprende quell’idea esplosiva e la trasforma in un’esperienza più completa, più curata e molto più spietata.

E pensare che questa è solo una piccola parte di ciò che arriverà nella versione completa: una modalità single player, l’endless “Free Healthcare”, un multiplayer fino a quattro giocatori e un arsenale di venti oggetti e sei tipi di pillole. Se Free Lives manterrà questa struttura e questo tono, Side Effects potrebbe diventare uno dei loro progetti più imprevedibili e irresistibili. È folle, grottesco, affascinante e, soprattutto, difficile da smettere.

Accetti di partecipare alla sperimentazione?

Side Effects è un gioco che funziona perché non si prende mai troppo sul serio, ma riesce comunque a trasmettere una tensione autentica. La demo è breve, ma resta addosso. Ti spinge a riprovare, a credere di poter capire qualcosa in più, anche se in realtà stai solo sfidando la fortuna e te stesso.

È un piccolo esperimento perfettamente riuscito, un gioco che ride della scienza e delle sue certezze mentre ti fa sudare le mani. Ogni pillola è un rischio, ogni turno una decisione sbagliata mascherata da intuizione. Eppure continui, perché vuoi solo scoprire se la prossima sarà quella buona.

La demo è disponibile gratuitamente su Steam. Ti serve solo un po’ di coraggio e la consapevolezza che, qui, l’effetto collaterale più grave è volerla rigiocare subito.